Una colonna e un arco del portico degli Uffizi incorniciano la facciata della Galleria, con le finestre dell'ultimo piano illuminate dal sole e il cielo azzurro
Il loggiato degli Uffizi visto attraverso un arco del portico — foto: Joanbanjo · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il nome dice già molto: prima di diventare un museo, gli Uffizi erano davvero degli «uffici». Oggi custodiscono una delle raccolte di pittura più importanti al mondo, e il rischio, entrando, è quello di voler vedere tutto e non godersi niente. Qui trovate una piccola bussola: un po' di storia, le opere da non perdere e qualche consiglio per organizzare la giornata con calma. Gli Uffizi sono nel centro storico, raggiungibili in autobus dalla casa: la fermata è a 50 metri, e l'ultimo tratto, tra Piazza della Signoria e il lungo cortile porticato, è una piacevole passeggiata.

Da uffici a galleria: una storia medicea

Fu Cosimo I de' Medici ad affidare a Giorgio Vasari il progetto di un grande edificio che riunisse le magistrature della città: i lavori cominciarono nel 1560, a due passi da Palazzo Vecchio. Pochi anni dopo, intorno al 1581, Francesco I de' Medici trasformò l'ultimo piano in una galleria privata, dove esporre statue antiche, dipinti e curiosità della collezione di famiglia. Nel 1737 l'ultima erede della dinastia, Anna Maria Luisa de' Medici, firmò il cosiddetto Patto di famiglia, con cui stabilì che le raccolte restassero per sempre a Firenze: è grazie a lei se oggi possiamo ammirarle qui. L'apertura ufficiale al pubblico arrivò nel 1769, sotto il granduca Pietro Leopoldo di Lorena.

I capolavori da non perdere

Tra le prime sale vi aspettano le tre grandi Maestà di Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto: tre modi diversi di dipingere la Madonna in trono, messi uno accanto all'altro, che raccontano meglio di qualsiasi manuale la nascita della pittura italiana. Poco più avanti c'è il celebre dittico di Piero della Francesca con i ritratti dei duchi di Urbino, di profilo davanti a un paesaggio che sembra non finire mai.

Le sale dedicate a Sandro Botticelli sono il cuore emotivo della visita: qui si trovano la Nascita di Venere e la Primavera, due immagini che conoscete da sempre e che dal vero sorprendono per la delicatezza dei colori. Subito dopo arriva Leonardo da Vinci con l'Annunciazione e la grande Adorazione dei Magi rimasta incompiuta, preziosa proprio perché mostra il pensiero dell'artista al lavoro.

Proseguendo incontrerete il Tondo Doni di Michelangelo, uno dei rarissimi dipinti su tavola del maestro, con i suoi colori accesi e le figure scolpite più che dipinte; la Madonna del Cardellino di Raffaello; la Venere di Urbino di Tiziano. Il percorso riserva poi una sezione intensa al Seicento, con il Bacco, la Medusa dipinta su uno scudo da parata e il Sacrificio di Isacco di Caravaggio, e la drammatica Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi.

Da sapere: non cercate di vedere tutto. Scegliete prima otto o dieci opere che vi stanno a cuore, cercatele con calma e concedetevi soste lunghe davanti a poche tele: ricorderete molto di più di una corsa tra le sale.

Consigli pratici per la visita

Mettete in conto almeno tre ore, e se potete scegliete la prima parte della giornata, quando si è più freschi e concentrati. Durante il percorso non perdete i lunghi corridoi affacciati sul cortile, popolati di statue antiche, e fermatevi alle finestre sul lato del fiume: da lì l'Arno e il Ponte Vecchio compaiono all'improvviso, come un quadro in più. La Tribuna, la sala ottagonale voluta da Francesco I, è uno degli ambienti più antichi e scenografici della Galleria: al centro è esposta la Venere de' Medici, una statua antica tra le più ammirate dai viaggiatori del Grand Tour.

Prenotazione e biglietti

Biglietti, prenotazioni, eventuali giornate speciali e orari sono pubblicati sul sito ufficiale delle Gallerie degli Uffizi, uffizi.it, che gestisce anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Il consiglio è prenotare in anticipo data e fascia d'ingresso, soprattutto in primavera e d'estate, e acquistare solo attraverso i canali ufficiali, diffidando di chi propone biglietti per strada. Il Corridoio Vasariano, che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti passando sopra il Ponte Vecchio, ha regole di accesso proprie: verificatele sullo stesso sito.

Dopo il museo, ritorno verso le colline

Uscendo, fate due passi fino al lungarno per guardare dal basso le finestre da cui poco prima ammiravate il fiume, poi lasciatevi portare dall'autobus verso est. In pochi minuti la città lascia spazio alla zona di Coverciano e Ponte a Mensola, ai piedi delle colline di Settignano e Fiesole, dove un giardino silenzioso è il posto giusto per rimettere in ordine le immagini della giornata.

Dopo tanta bellezza, un po' di quiete

Gli Uffizi sono raggiungibili in autobus dalla fermata a 50 metri da All'Antica Limonaia Chalet: al rientro vi aspettano ambienti luminosi e freschi, travi a vista e un giardino privato tra gli ulivi.