La facciata in marmo bianco e verde della basilica di San Miniato al Monte con il campanile in pietra, sulla collina tra cipressi e alberi, con tetti di case in primo piano
La basilica di San Miniato al Monte e il suo campanile tra i cipressi — foto: Zairon · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Ogni città ha il suo balcone, e quello di Firenze si chiama Piazzale Michelangelo. Da qui la città si mostra tutta insieme, come in una cartolina che però cambia colore ogni minuto, soprattutto quando il sole comincia a scendere dietro le colline. Poco più in alto, tra cipressi e scalinate, la basilica di San Miniato al Monte custodisce un silenzio che sembra lontanissimo dalla folla del piazzale. Dalla casa sono circa 5 km: abbastanza vicini da venirci anche solo per un tramonto.

Una terrazza nata per Firenze capitale

Il piazzale fu progettato dall'architetto Giuseppe Poggi e realizzato a partire dal 1869, negli anni in cui Firenze era capitale d'Italia e cambiava volto. Faceva parte di un grande disegno che comprendeva il Viale dei Colli, una strada alberata di circa 8 km sulle colline della riva sinistra dell'Arno, e le Rampe del Poggi, la scalinata monumentale che sale dal quartiere di San Niccolò. Al centro della terrazza c'è il monumento a Michelangelo: una copia in bronzo del David, circondata dalle copie delle quattro allegorie che l'artista scolpì per le Cappelle Medicee di San Lorenzo. Si racconta che il monumento fu portato quassù da nove paia di buoi il 25 giugno 1873. La loggia neoclassica che chiude il piazzale avrebbe dovuto ospitare un museo dedicato a Michelangelo, che però non fu mai realizzato.

Cosa si vede dal piazzale

Affacciatevi alla balaustra e cominciate a riconoscere i profili: la Cupola del Brunelleschi e il Campanile di Giotto, la torre di Palazzo Vecchio, la basilica di Santa Croce, e il nastro dell'Arno attraversato dai ponti, con il Ponte Vecchio in prima fila. Più in là, sullo sfondo, le colline che chiudono la città a nord e a est, verso Fiesole e Settignano: in quella direzione, ai loro piedi, c'è anche la casa. È un panorama che si capisce meglio dopo aver visitato la città, perché ogni tetto diventa un ricordo.

Da sapere: nelle sere di bella stagione il piazzale si riempie presto. Arrivate con un buon anticipo sul tramonto, oppure salite fino al sagrato di San Miniato, dove la vista è simile e il ritmo decisamente più lento.

San Miniato al Monte, poco più in alto

Pochi minuti a piedi, una scalinata, e siete davanti a una delle facciate più belle della Toscana. La basilica fu iniziata nel 1018 per volere del vescovo Ildebrando, sul luogo legato alla memoria di Miniato, il primo martire fiorentino. La facciata è un gioco geometrico di marmo bianco e serpentino verde, con un mosaico del Cristo al centro; in cima c'è l'aquila in rame dell'Arte di Calimala, la potente corporazione dei mercanti di panni che dal 1288 si occupò della chiesa. Dal 1373 vi vivono i monaci benedettini olivetani, che ancora oggi animano la basilica con la loro liturgia.

All'interno meritano attenzione il pulpito romanico del 1207, la cripta dell'XI secolo, la parte più antica della chiesa, sorretta da numerose colonne con capitelli di recupero, e la Cappella del Cardinale del Portogallo, gioiello del Quattrocento. Nel tardo pomeriggio i monaci cantano i vespri in gregoriano: se capitate all'ora giusta, fermatevi in fondo alla navata e ascoltate. Gli orari delle celebrazioni sono pubblicati sul sito dell'Abbazia di San Miniato al Monte. Accanto alla basilica si trova il cimitero monumentale delle Porte Sante, dove riposa anche Carlo Lorenzini, il Collodi di Pinocchio.

Come arrivare e come organizzarsi

Dalla casa ci sono tre modi per salire, a seconda di quanta voglia avete di camminare:

  • in auto, seguendo il Viale dei Colli, sapendo che nelle ore del tramonto trovare posto vicino al piazzale può richiedere pazienza;
  • in autobus, con percorsi e fermate aggiornati sul sito di Autolinee Toscane;
  • a piedi per l'ultimo tratto, salendo dal quartiere di San Niccolò lungo le Rampe del Poggi: la via più bella, con la città che si allarga a ogni gradino.

Il consiglio è arrivare a San Miniato con un po' di luce, visitare la basilica con calma e scendere poi al piazzale per il tramonto, quando la città si accende. In chiesa ricordate che siete in un luogo di culto vivo: abbigliamento adeguato e voce bassa, soprattutto durante le celebrazioni.

Dal tramonto al silenzio

Dopo il tramonto sulla città, All'Antica Limonaia Chalet vi aspetta a circa 5 km, tra Coverciano e Ponte a Mensola: un giardino privato tra gli ulivi, un ambiente molto silenzioso e l'aria condizionata per le sere d'estate.